Coaching

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Cos’ è il coaching? Perchè rivolgersi ad un coach?

Il coaching è un metodo che ha lo scopo di aumentare il benessere e la felicità del cliente. Si basa sul sul fare, su una relazione efficace tra coach e cliente, orientata verso il futuro desiderato dal cliente.

Rivolgendosi ad un coach si entra in una relazione efficace basata sull’empatia, la fiducia, l’ascolto.

La parola coach in inglese vuol dire allenatore o guida. Per tale motivo, la parola coach viene talvolta utilizzata in diversi significati e confusa con altre professioni.

Sulla rete si trova veramente di tutto: dal business coach, al mental coach, allo spiritual coach, al personal coach, al life coach, a tanti altri coach. Sono davvero tutti coach? No, dipende dalla formazione che hanno effettuato e dalle regole etiche e professionali che si sono posti.

Cosa si intende quindi per coaching? E chi l’ha creato? E a chi si rivolge?

Il coaching è un metodo basato su una relazione processuale.

In particolare il coaching è un metodo di sviluppo personale basato sull’allenamento delle capacità dell’individuo. Si attua attraverso una partnership tra coach e cliente, un’alleanza che attraverso un processo creativo stimola la riflessione e il fare, ispirando la persona a massimizzare il potenziale.

A seconda delle scuole e delle associazioni di categoria la definizione di coaching può variare leggermente.

Per alcune il coaching è una metodologia di sviluppo personale nella quale una persona (detta coach) supporta un cliente o allievo (detto coachee) nel raggiungimento di uno specifico obiettivo personale, professionale o sportivo. Un coach fornisce il suo supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia.

L’Associazione Coaching Italia definisce  “il coaching una metodologia che si basa su una relazione di partnership paritaria (tra il Coach e il suo Cliente) che, attraverso un rapporto commerciale (di espressa natura contrattuale), mira a riconoscere, sviluppare e valorizzare le strategie, le procedure e le azioni utili al raggiungimento di obiettivi operativi collocati nel futuro del cliente.”

Attualmente è normato nelle sue caratteristiche e requisiti per il servizio di coaching dalla Norma UNI 11601. Le scuole di formazione riconosciute dalle associazioni di categoria hanno una formazione coerente con la norma UNI.

Come nasce il Coach moderno?

Nasce nel 1970 ad opera di W. Timothy Gallwey, un allenatore della squadra di tennis dell’Università di Harvard. Egli sviluppa le basi del metodo studiando il modo in cui un tennista o, più in generale, un atleta, può ottimizzare le sue performance. Ne studia le modalità, che più avanta descriverà nell’ Inner Game.

Una delle citazioni più famose di Gallwey è: “L’avversario che ciascuno ha nella sua testa è più forte di quello che sta dal lato opposto della rete”, con riferimento alla rete sul campo da tennis.

Nel suo libro del 1972 per la prima volta descrisse non solo la tecnica vera e propria, ma anche la parte interiore del gioco, quella nella mente del giocatore. Raccontando del mondo del tennis, Gallwey parla dell’Inner Game per mostrare come gli atleti giochino in realtà due partite contemporaneamente. Quella “esterna” che si disputa fisicamente sul campo da gioco contro l’avversario e quella “interna” che si svolge dentro se stesso, contro l’avversario mentale. 

Gallwey descrive, questo processo con il Self1 e il Self2: il Self1 è la parte pensante che critica e interferisce con lo sviluppo del potenziale e il Self2 che vuole imparare, capire, rischiare, ma non viene lasciato lavorare come vorrebbe. In questo processo Gallwey mostra in che maniera il dialogo interiore di un giocatore può interferire con le sue azioni.

Sviluppa quindi la formula dell’Inner Game:

Prestazione = potenziale – interferenze.

In questa formula si vede che per tendere ad una prestazione eccellente occorre agire in due direzioni: sviluppare il potenziale e limitare le interferenze.

Oltre a Gallway viene considerato uno dei padri fondatori del coaching Sir John Henry Douglas Whitmore. Dopo aver lasciato una carriera di pilota sì è dedicato allo studio della Psicologia transpersonale. Conosciuto Gallway e l’Inner Game, Whitmore ha l’ideato uno dei modelli più impiegati nel coaching, il modello G.R.O.W., utile a definire gli obiettivi e a migliorare la performance.

In cosa nella pratica consiste il coaching?

Nella relazione di coaching, tramite la partnership operativa tra il coach e il suo cliente, si esplora  il futuro desiderato dal cliente, gli obiettivi che vuole raggiungere e il motivo per cui essi non sono ancora stati raggiunti.

La felicità e il benessere del cliente sono il fine ultimo della relazione di coaching.

Il metodo si basa sul fare. Definendo il futuro desiderato del cliente, si definiscono gli obiettivi pratici e il piano d’azione per raggiungerli.

Analizzando quindi le motivazioni che hanno portato il cliente a non raggiungere il benessere desiderato e analizzando il futuro che desidera raggiungere il cliente, si sviluppa un piano di azione, con degli obiettivi definiti “SMART”, cioè Specific (specifico), Measurable (misurabile), Achievable (raggiungibile), Relevant (rilevante), Time-Based (con una cornice temporale definita).

L’alleanza di lavoro tra il coach e il cliente prevede come base un lavoro di consapevolezza, di responsabilità, di fiducia, di scelta e di autonomia.

L’allenamento e la valorizzazione delle potenzialità personali del cliente permettono al coach di accompagnare i clienti verso il massimo rendimento personale, attraverso un processo autonomo di apprendimento. 

Il rapporto di coaching quindi non è di tipo consulenziale.

Non suggerisce consigli o “ricette segrete e miracolose”.

È un metodo basato sull’uso della domande maieutiche che  permettono al cliente di elaborare e realizzare attraverso le sue risorse e le sue personali potenzialità i programmi e gli obiettivi che desidera conseguire.

A chi è utile un percorso di coaching?

Un percorso di coaching è utile a chi vuole migliorare il proprio benessere attraverso un cambiamento e un miglioramento della propria situazione personale o lavorativa, a chi ha desideri profondi nel proprio cuore e più in generale a tutte le persone che vogliono ottenere un obiettivo di maggior valore, che vogliono migliorare le proprie performance in ambito personale, lavorativo o sportivo.

In che modo il coaching si differenzia da altre discipline?

È un metodo basato sul fare e sulla maieutica. 

La definizione degli obiettivi e la determinazione del conseguente piano d’azione permettono al cliente di delineare un percorso nuovo dov’è il conseguimento dell’auto sviluppo e dell’autorealizzazione sono sostenuti dalle efficacia della relazione il coaching.

Il counseling, ad esempio, si basa invece sull’essenza stessa del cliente, aiutando il cliente ad aiutarsi.

Il coaching propone metaforicamente la visione degli esseri umani simili a una ghianda e si racchiudono tutte le potenzialità per trasformarsi in un albero di quercia.

L’essenza del coaching è l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, di fiducia e quindi la possibilità di effettuare delle scelte responsabili e di elaborare in autonomia e con il contributo metodologico del coaching un piano di azione utile a conseguire il futuro desiderato.

Si può usare il coaching in caso di patologia psichica?

No. È un metodo che non analizza nè le sofferenze legate all’essere, nè cura il disagio psicologico. 

Il coaching non può essere utilizzato, quindi, come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche o legate a disturbi della personalità.

Il coaching si rivolge a tutte le persone che vogliano vivere con maggiore soddisfazione e benessere e raggiungere obiettivi significativi.

Si rivolge a genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti e a tutti coloro che desiderino migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi.

Quali sono i tipi di interventi di coaching?

Il coaching è un metodo: si può applicare pertanto in differenti contesti.

A seconda del contesto e dell’obiettivo del cliente è possibile definire l’ambito di applicazione.

Vi è quindi il Business Coaching, il Life Coaching, il Parent Coaching, l’Health Coaching, lo Sport Coaching.

Vuoi iniziare anche tu un percorso di coaching? Puoi prenotare l’incontro conoscitivo con me chiamando:

Biografia:

W Timothy Gallwey, “The Inner Game of Tennis” 1972

Albert Bandura, “Self Efficacy: The exercise of control” 1997

Goleman Daniel, “Intelligenza emotiva”, Rizzoli 1997

Pierre Angel e Patrick Amar, Il Coaching, Bologna, Il Mulino, 2008,

Richard Bandler e Owen Fitzpatrick, Le convinzioni e gli stati che portano al successo, Urgnano, Alessio Roberti Editore, 2006.

John Whitmore, “Coaching. Come risvegliare il potenziale umano nella vita professionale e personale”, edizione Unicomunicazione.it 2020

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