Emozioni in gioco

Come contano le emozioni? Sono un fattore in gioco importante nel benessere di adulti e bambini?

Qualche mese fa i miei figli Laura e Manuel non volevano saperne di spegnere il televisore e andare a dormire.

La più grande sosteneva, dall’alto dei suoi 7 anni, di voler andare a letto quando diceva lei, di potersi svegliare la mattina quando voleva e che non avrebbe rinunciato a vedere i cartoni animati. Ha esclamato fiera: “Vado a letto solo quando finisce l’ultimo episodio di quelli che sono di mio interesse!”

E sì, parla come un libro stampato.

Spalleggiata dal fratello, di 5 anni, che sa essere estremamente determinato, hanno continuato ad accendere la televisione nonostante avessi esplicitato in maniera chiara e assertiva il mio bisogno. Complice la mia influenza e la stanchezza questo conflitto è durato a lungo, più del necessario, con risultati pessimi per il giorno successivo.

Laura non si è svegliata neanche “con le palle di cannone”, è stata tutta la mattina male.

Questo conflitto mi ha offerto la possibilità di parlare a quattr’occhi con Laura, Manuel e con mio marito, che lavora da casa, e risolvere la questione di una comunicazione e di ruoli disfunzionali in famiglia.

Per prima cosa mi sono centrata, ho riflettuto per tutto il tempo della colazione su cosa non avesse funzionato la sera prima. Io e mio marito avevamo ripetutamente esplicitato il bisogno di andare a letto e spiegato le conseguenze.

Ho pensato alla comunicazione, al fatto che per tutto l’anno scorso Laura e Manuel hanno trascorso un periodo molto difficile, sempre in compagnia della nonna e poco con mamma e papà perché eravamo impegnati a seguire la terza bimba più piccola in ospedale.

Poi l’illuminazione: mi sentivo in colpa.

A volte, quando esprimevo bisogni diversi dai loro interessi, mi sentivo come se gli stessi sottraendo anche quel poco che erano riusciti a ottenere da mamma e papà.

Questo, a livello non verbale, mi rendeva poco o per nulla autorevole nei confronti dei bambini.

Una volta che mi sono guardata dentro con sincerità risolvere la questione è stato abbastanza semplice: mi sono a lungo formata sull’educazione emozionale e sulla comunicazione.

Riesco, infatti, per le mie competenze a riconoscere e gestire conflitti e situazioni disfunzionali in maniera facile. Tutt’altro che banale invece è stato vedere con sincerità e umiltà ciò che minava la mia autorevolezza: ero troppo emotivamente coinvolta.

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