Silvoterapia

silvoterapia

Cos’è la silvoterapia?

E il forest bathing? E la forest therapy?

Sono alcuni dei nomi con cui si descrive la pratica di stare all’interno di una foresta o di un bosco prendendone i benefici.

A seconda di come viene indirizzata la pratica può prendere nomi specifici.

Essa ha una tradizione antica e arriva dal Giappone, dove è stato coniato il termine shinrin-yoku, che tradotto significa “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta” o più semplicemente “bagno nella foresta”.

Quali effetti ha sulla salute e sul benessere?

Sono stati effettuati diversi studi scientifici per valutare quali effetti si hanno con questa pratica.

In uno di questi studi è stato eseguito un confronto tra persone che praticavamo attività fisica all’interno di un bosco o semplicemente vi sedevano per un tempo predefinito rispetto ad un gruppo di controllo che faceva le medesime attività, per lo stesso tempo, in città.

A livello emozionale è risultato che le persone hanno maggiore calma e comfort nelle aree forestali.

È stato misurato il livello di cortisolo ed si è visto un minor livello di cortisolo quando le persone sono immerse nell’area forestale.

L’aria dei boschi contiene notevoli quantità di ioni negativi, che aiutano a stimolare e armonizzare i processi vitali e la sfera psichica e emozionale.

Altri studi invece hanno evidenziato i benefici fisici.

Si hanno benefici sulla circolazione, sul respiro e sul il sonno. La silvoterapia contribuisce a ritardare l’invecchiamento. È utile anche per l’asma bronchiale, la bronchite cronica e l’ipertensione arteriosa.

Complessivamente la silvoterapia rinforza le difese immunitarie e aumenta il benessere psico-fisico.

I terpeni presenti nel bosco inoltre svolgono sul sistema immunitario un’influenza che stimola l’aumento delle proteine anti-cancro.

Trascorrere giornate del bosco fa aumentare anche le cellule Natural Killer (NK). Esse sono una sottopopolazione di cellule correlate ai linfociti che riconoscono e uccidono cellule infettate e/o danneggiate secernendo citochine infiammatorie. L’aumento può essere mantenuto anche un mese se si vi è stata una permanenza di almeno 2-3 giorni nel bosco.

Prima degli studi scientifici si effettuava la silvoterapia?

In un certo senso sì. Essa ha origini molto antiche. Come abbiamo visto la pratica ha origine in Giappone, ma a livello intuitivo è stata effettuata dalla maggior parte delle culture.

Intuitivamente, il bosco ha, da sempre, affascinato e spaventato tutte le popolazioni antiche che avevano un rapporto molto più a stretto contatto con la natura.

Nel passato il bosco aveva molteplici funzioni, alcune con grandi benefici per le persone.

Gli alberi e gli arbusti del sottobosco sono stati apprezzati per il fatto di donare cibo, bacche e frutti di ogni tipo, ma anche guarigione. Infatti si sono scoperte nel tempo diverse piante in grado di fornire sostanze in grado di ripristinare la salute e la maggior parte dei saggi antichi conosceva il potere delle piante della propria regione.

Il bosco inoltre è presente nella maggior parte dei miti e delle leggende per i suoi grandi insegnamenti.

Queste simbologie sono ancora oggi presenti dentro ognuno di noi, fanno parte della nostra eredità ancestrale che ci collega con tutti coloro che ci hanno preceduto.

Anche prima degli studi scientifici, quindi, abbiamo sperimento i benefici della silvoterapia in maniera intuitiva, con sensibilità e semplicità.

Chi la può praticare?

È consigliata a tutte le persone, effettuata in maniera differente a seconda della situazione specifica.

Infatti viene indicata sia per le persone sane, come prevenzione delle malattie, miglioramento del benessere psico-fisico e cura di sé, sia nelle persone malate, come aiuto e supporto nella guarigione.

Per i benefici specifici che essa dà, è particolarmente indicata, eventualmente sotto controllo medico, per le persone che soffrono di ipertensione, insonnia, asma e bronchite e per persone con periodi di stress.

Infatti passeggiare in un bosco, o meglio ancora, come consigliano i medici giapponesi, trattenersi in una zona boschiva per almeno 2-3 giorni, ci permette di abbattere gli ormoni dello stress, e quest’effetto, come abbiamo visto, può durare per molto tempo dopo il nostro rientro a casa, e ci impedisce di ammalarci.

Come si può praticare la silvoterapia?

Le persone sane possono praticare la silvoterapia in modo attivo, cioè camminando, correndo o facendo sport nei boschi oppure si possono prevedere esercizi mirati nella cornice del bosco.

È salutare anche sostare nel bosco. Si può scegliere un luogo in cui ci si sente particolarmente bene, a proprio agio, magari un luogo silenzioso, un po’ fuori mano, poco frequentato dalle altre persone.

In esso si può sostare e focalizzarsi sugli elementi del bosco, utilizzando i cinque sensi.

Tra le pratiche e gli esercizi mirati che possono essere effettuati sia camminando sia sostando nel bosco sono molto utili le pratiche di mindfulness, la meditazione, il barefooting, le esperienze sensoriali libere o guidate ed i percorsi sensoriali.

Praticando la silvoterapia con un wellness trainer o altri professionisti appositi si hanno maggiori benefici rispetto alla fruizione libera.

Un wellness trainer è in grado di svolgere e condurre pratiche ed esercizi mirati ad ottenere i benefici desiderati e a fornire percorsi di consapevolezza. Inoltre svolgendo attività con un wellness trainer si ha una spinta maggiore ad instaurare un rapporto continuativo, tornando a più riprese nel bosco e ad effettuare percorsi trasformativi che hanno maggiore impatto sul benessere.

Tra le diverse pratiche che si possono effettuare, due sono quelle che amo particolarmente: “il fascino della foresta”, resa come pratica consapevole, e il “tree hugging”.

Il fascino della foresta

Una pratica informale, cioè spontanea e non codificata, è la cosiddetta fascinazione. Si tratta di una sorta di attenzione spontanea, di rapimento, per particolari aspetti della natura (ad esempio un paesaggio al tramonto, il sole che sorge sul mare, l’arcobaleno, per il bosco il muschio su un albero, i raggi del sole che filtrano, etc…).

Ha un ruolo importante per l’equilibrio della nostra psiche poiché, attraverso vari studi, è stato dimostrato che ci consente di rigenerare il nostro cervello. In altre parole è in grado di farci “ricaricare le pile”e dopo di che possiamo tornare a concentrarci con rinnovata energia sui nostri compiti quotidiani.

La fascinazione si produce prevalentemente davanti a elementi della natura, rispetto a paesaggi antropici. Negli ambienti boschivi si può trovare osservando un paesaggio montano, vedere qualche animale selvatico, osservare il muschio o i funghi.

Questa pratica acquista ancora più efficacia se resa consapevole con l’aiuto di un professionista. Dalla pratica spontanea si passa ad una pratica maggiormente consapevole: il bosco, il muschio, i funghi, il sole che filtra dagli alberi, sentire sulla pelle la rugiada, sentire l’odore del bosco sono solo alcune delle possibili esperienze che hanno il potere di affascinare e sedurre il nostro cervello e la nostra psiche, dandoci la possibilità di tornare in equilibrio e uscire dalla ruminazione mentale che ci accompagna nella vita quotidiana.

Cos’è il tree hugging?

È l’abbraccio agli alberi ed è una delle pratiche di silvoterapia che prediligo.

Il contatto fisico con gli alberi infatti amplifica i benefici e garantisce una maggiore condizione di benessere psico-fisico.

È possibile effettuarla abbracciando il tronco e avvicinandosi ad esso, oppure sedendosi al fianco degli alberi.

Si può anche appoggiare la schiena proprio sul tronco e posizionare la mano destra nella zona del plesso solare, mentre la mano sinistra andrà dietro la schiena, a contatto tra il nostro corpo e l’albero, in corrispondenza della zona dei reni.

Poter godere del profumo della resina e poter prendere contatto con il tronco permette di riscoprire sensazioni tattili e sensoriali che aumentano la percezione di sé nello spazio e l’empatia.

L’abbraccio con gli alberi permette inoltre di riflettere sulle proprie radici, sulla propria individualità e il rapporto con il mondo.

In tutte le culture l’albero è il simbolo della vita.

Si ritrova una grande simbologia per l’albero sia nella Cabala sia nella tradizione celtica.

Per i Celti gli alberi erano considerati talmente importanti che i Druidi hanno basato su di essi il loro alfabeto segreto. I Druidi, la casta sacerdotale celtica, erano gli unici a usare segni scritti.

Si ritiene, anche se le informazioni si perdono nelle leggende, che i messaggi venivano lasciati incisi proprio sui fusti di particolari alberi, messaggi destinati quindi a sparire con la crescita delle cortecce.

Ciò che è certo che gli alberi in tutte le culture assumono significati profondi connessi con la vita: l’albero è connesso a due regni, il cielo e la terra, ne rappresenta lo scambio e l’intima necessità di completamento.

È l’immagine di un percorso di crescita ed evoluzione.

Per i Celti alcuni di questi alberi erano particolarmente sacri perché, oltre a presentare particolari simbologie, erano anche utili per la cura delle malattie. Soprattutto trattavano con grande riguardo il vischio, principalmente quello cresciuto sulla quercia. Essi lo consideravano la panacea di ogni male.

Alcuni alberi avevano significati particolari

– Betulla: è simbolo di rinascita, purificazione, conoscenza e purezza.

– Frassino: è simbolo iniziazione e rinascita.

– Ontano: è simbolo di protezione spirituale e potere della conoscenza del futuro.

– Salice: richiama gli aspetti lunari e femminili della vita e dell’ispirazione poetica.

– Biancospino: è simbolo di purezza, viaggi interiori e intuizione.

– Quercia: è simbolo di potere, energia e sopravvivenza.

– Nocciolo: invita alla meditazione, incoraggia saggezza interiore, intuizione, potere di divinazione e scoperta del futuro.

– Melo: è d’aiuto quando si deve prendere una decisione importante.

– Pruno selvatico: utile in caso di azioni forti, di influenze esterne a cui è necessario obbedire.

– Sambuco: simbolo di vita e rigenerazione.

– Sorbo selvatico: è protettivo verso gli influssi negativi

– Vite: porta saggezza

– Agrifoglio: porta protezione dai nemici ed è ben augurante

– Edera: indica le risorse interiori e la ricerca interiore

– Giunco: rappresenta le forze esterne a cui si deve soggiacere.

Alcune di queste piante hanno tenuto anche oggi significati similari che sono entrati nelle tradizioni popolari con modi di dire e filastrocche. Oppure alcune piante per le loro caratteristiche vengono usate anche oggi. Ad esempio al vischio tuttora sono riconosciute proprietà antitumorali.

In che modo possiamo avere un percorso di crescita con l’abbraccio agli alberi?

L’abbraccio agli alberi può essere una pratica che oltre a darci benessere come le altre forme di silvoterapia facilita la nostra crescita interiore.

Gli alberi infatti facilitano il radicamento e sono facile metafora per la nostra evoluzione.

È connesso con gli archetipi, le leggende e le diverse pratiche antiche spirituali.

L’albero, come abbiamo visto, simboleggia la connessione tra cielo e terra: si “radica” sia in alto che in basso, affondando come radici i suoi rami nell’aria, unendo il mondo immateriale a quello materiale.

Infatti le radici affondano nella terra, il fusto si erge nell’aria, la chioma e i rami si alzano verso il cielo.

E a livello simbolico?

A livello simbolico riunisce a sé tutti gli elementi: la terra dona la sostanza vitale alle radici, l’acqua circola con la linfa, l’aria nutre le sue foglie, l’energia, sotto forma di luce, origina i processi della fotosintesi e il legno della pianta è ottimo per accendere il fuoco.

Il ciclo dell’albero rappresenta il ciclo della vita: il seme diventa tenero germoglio, poi diviene albero, fino a ergersi sicuro tra cielo e terra e poi pian piano muore lasciando spazio ad altra vita.

Questo è anche uno dei motivi per cui simbolicamente l’albero viene utilizzato per rappresentare graficamente la genealogia, sia di interi popoli che delle famiglie attraverso l’albero genealogico.

Inoltre il termine albero viene usato metaforicamente da diverse culture per descrivere i processi: si trovano quindi nei vari miti e leggende l’Albero della Vita, l’Albero della Conoscenza, l’Albero del Paradiso, l’Albero dell’Universo, etc…

Abbracciare gli alberi ci offre quindi ottime metafore e spunti di riflessione per il nostro percorso di vita, per la nostra crescita interiore e per la nostra spiritualità.

Ognuno di noi può avere quindi un albero che lo attrae in modo particolare perché richiama il percorso di crescita personale più idoneo in quel momento.

Può sceglierlo, abbracciarlo e stare un po’ con quell’albero specifico.

Possono affiorare ricordi, visualizzazioni, sensazioni corporee, emozioni.

Si può osservare con cura la corteccia, la forma del tronco, eventuali rami spezzati o fuoriuscite di linfa, le radici, etc…

Come per le altre pratiche di silvoterapia, l’abbraccio agli alberi si può effettuare in maniera spontanea o può essere guidata da un professionista.

Dove poter praticare la silvoterapia?

Come abbiamo già descritto la silvoterapia può essere praticata in tutti i boschi, da soli o in compagnia.

Vi sono tuttavia boschi più indicati di altri per la quantità e la qualità dei terpeni rilasciati e pratiche che mirano ad enfatizzare gli effetti.

Tra i boschi da scegliere consiglio spesso le faggete, tuttavia servirebbe valutare attentamente gli scopi per le pratiche più idonee individuali.

Se vuoi avere maggiori informazioni, essere aggiornato o prenotare una incontro conoscitivo sulle mie attività di wellness trainer e le consulenze puoi contattami qui.

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