Termometro emozionale

termometro emozionale

Oggi parliamo di una attività che potete fare con i vostri bambini: il termometro emozionale.

È da poco iniziata la scuola. Come possiamo al meglio gestire le emozioni di questi giorni?

È il tema più “caldo” di queste settimane.

Sì è rientrati a scuola con le norme anti-covid che ormai conosciamo benissimo.

A livello tecnico abbiamo tutti imparato le diverse norme prescritte.

Moltissime ancora le domande che non hanno risposta.

Davanti alle scuole, nelle chat o sui social vedo spesso in questi giorni tantissime mamme chiedere: “Quanto rimarranno aperte le scuole?” “Se un bambino ha un’influenza cosa succede?”

“Come faccio sul lavoro?”

E ancora… “Ma devo fare il tampone a mia figlia di 5 anni per un po’ di catarro?”

“Ma posso fare l’inserimento all’asilo di mio figlio oppure è costretto a saltarlo?”

“Vi ricordate di misurare la febbre a casa ogni mattina? Tenete il termometro in un luogo tattico per ricordarvi?”

“Se il vostro bimbo dice che ha mal di testa e capite che non gli va di andare a scuola che fate? Per precauzione lo tenete a casa?”

“Se mio figlio starnutisce a scuola vengo chiamata per riprenderlo?”

Queste e tantissime altre domande vengono chieste quasi tutti i giorni.

Tanti ancora i punti di incertezza su molti aspetti.

E a livello emozionale come stiamo? Come viviamo queste incertezze e come le vivono i nostri figli?

In queste settimane ho avuto diverse esperienze di genitori che vivono situazioni stressanti, che hanno bisogno di gestire al meglio la situazione complessa e farla vivere nel migliore dei modi anche ai bimbi e ai ragazzi.

In che modo quindi da mamma e da professionista poter dare supporto in un momento così delicato?

Anch’io ho sperimentato nei primi giorni di scuola un carico elevatissimo di agenti stressanti, di ri-organizzare in maniera flessibile la mia vita per adattarmi alla situazione.

Che cosa ho fatto?

Voglio fornirvi alcune attività che spesso faccio con i miei figli e in questo contesto abbiamo riutilizzato in modo creativo per rendere migliore l’approccio a quest’anno. Due attività creative che hanno davvero migliorato questo inizio di scuola.

Attraverso queste attività i bambini migliorano l’alfabetizzazione emotiva e l’intelligenza emotiva e ciò permette una maggiore gestione emotiva della situazione. 

Permettono sia ai bambini, sia agli adulti che si vogliono mettere in gioco di dare un significato diverso a ciò che stiamo vivendo e aumentare la resilienza al cambiamento. 

Infatti non possiamo cambiare la situazione, non possiamo cambiare il dolore che in alcuni casi ha colpito le nostre famiglie o che per motivi differenti può colpire noi o i nostri bambini, ma possiamo viverla in maniera differente, gestendo le emozioni e cogliendo le opportunità di cambiamento che offre.

La prima attività di cui voglio parlarvi è la “favola delle emozioni”.

Con i miei figli prima abbiamo letto diversi libri che parlano di emozioni. Ne abbiamo trovati diversi in biblioteca.

Pian piano hanno imparato a riconoscere la differenza tra le emozioni primarie: rabbia, paura, tristezza, gioia, disgusto, sorpresa.

Poi su un quaderno hanno disegnato le diverse emozioni.

Infine abbiamo creato una favola in cui c’erano un personaggio arrabbiato, uno triste, uno felice e così via per tutte e 6 le emozioni primarie.

Attraverso questa attività i bambini possono imparare a riconoscere e accettare la presenza delle emozioni, su di loro e sugli altri, e capire che esse sono un aspetto naturale della vita umana.

La seconda attività di cui voglio parlarvi stasera è “il termometro emozionale”.

In questo periodo che viene misurata ai bimbi la febbre anche più volte al giorno, abbiamo costruito diversi termometri di cartoncino.  

Ci siamo divertiti a inventare come un semplice termometro a livello creativo può essere usato per tanti aspetti: l’abbiamo fatto diventare un jet, un lanciatore spaziale, una nuvola di carta e poi l’abbiamo usato per misurare la temperatura per la febbre, per la cucina e per le emozioni.

Abbiamo costruito un termometro per ogni emozione primaria. Abbiamo fatto una scala da 1 a 10 a seconda di quanto è grande l’emozione provata. 

E poi ci siamo chiesti: quali emozioni sto provando? Da 1 a 10 a che livello di intensità si colloca sul termometro?

Questa attività permette sia agli adulti che ai bambini di prendere consapevolezza della temperatura delle loro emozioni.

Tutte le emozioni infatti sono utili. Creano problemi quando la loro intensità è fuori controllo. Il termometro delle emozioni ci aiuta a capire quando la temperatura è troppo alta. Quando le emozioni mantengono una “temperatura normale”, allora sono utili, ma se la “temperatura è troppo alta”, le emozioni possono diventare un problema, diventando disfunzionali.

Il termometro permette in maniera visiva di prendere consapevolezza della gradualità delle singole emozioni, una capacità che per i bambini non è facile.

La presa di coscienza che esiste una gradualità nelle emozioni di solito è fonte di molto stupore.

È fondamentale, prima di questa attività, avere una adeguata alfabetizzazione emotiva: cioè la capacità di dare un nome alle emozioni.

Noi abbiamo fatto prima l’attività della “favola delle emozioni” e poi quella del “termometro emozionale” in maniera tale che i bambini erano già pronti.

Compito degli adulti è dare anche un vocabolario per poter esprimere le emozioni.

È diverso infatti dire di essere infastiditi, oppure arrabbiati o furiosi, così come è diverso triste rispetto a disperato e  felice rispetto a entusiasta.

Con il termometro emozionale è più facile vedere se siamo infastiditi (temperatura bassa), arrabbiati (temperatura media), furiosi (temperatura alta).

Prendendo consapevolezza dell’emozione provata e della sua intensità è più facile gestirla.

L’attività del termometro emozionale è utile anche per gli adulti.

In che modo?

Per comprendere più chiaramente facciamo un piccolo esercizio.

Prendete carta e penna e rispondete sinceramente a queste domande:

“Come siete stati in queste ultime due settimane?”

“Che emozioni avete provato prevalentemente?” “Siete stati gioiosi?” “Oppure tristi?” “Spaventati?” “Arrabbiati?” “Disgustati?” “Sorpresi?”

E in una scala da 1 a 10 quanto sono forti?

Provate ora a disegnare un termometro e a mettere graficamente la vostra “temperatura emozionale”.

termometro emozionale arrabbiata

Ed ora chiedetevi senza giudicarvi:

“Che emozione sto provando in questo momento?”

“Qual è la temperatura da 1 a 10?”

Prendendo consapevolezza di ciò che sentite e avete sentito queste ultime settimane è cambiato qualcosa?

Per la maggior parte persone il solo prendere consapevolezza delle proprie emozioni genera un cambiamento positivo nella loro gestione.

Infine potete chiedervi, sempre senza giudizio su voi stesse: “Quale pensiero ha generato questa emozione?”.

La risposta a queste domande ci permette di prendere consapevolezza delle nostre emozioni e di gestirle, anche se molto forti, soffermandosi sul pensiero che le ha generate.

Esattamente come in questo esercizio possiamo fare la “favola delle emozioni” e il “termometro emozionale” con i bambini ricordandoci di astenervi dal giudizio e di usare queste attività in maniera giocosa, per riprendere il contatto emotivo con i bambini.

Facendo queste attività forniamo a noi e ai nostri figli la consapevolezza necessaria per comprendere le nostre emozioni, capire la loro funzione e che esse variano di intensità, da poco intensa a molto intensa.

In questo modo capiamo e sappiamo valutare quando le emozioni sono appropriate e quando invece derivano solo dall’abitudine, da fraintendimenti o da pensieri.

Infine abbiamo consapevolezza che a volte proviamo le emozioni in modo molto lieve, altre volte invece l’emozione si manifesta a un livello così intenso da non riuscire a controllarla. In quest’ultimo caso si potrebbe dire che è l’emozione a controllare noi. In questo modo possiamo invece imparare a gestirle.

Per laboratori con i bambini, consulenze di parent training e informazioni sul parent coaching mi potete contattare qui.

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